Cosa è l’ARTE 1 di ….

August 13th, 2009

Come al solito ci provo.
Sulla prima pagina del sito ho scrittto : “Che cosa è l’arte! (evitiamo detti ed aforismi) “, perchè credo che le didascalie, le frasi fatte non possano essere contrabbandate per discussione, possono aiutare, essere da stimolo ma non altro.
Scrivo questo perchè, dopo aver letto pochi libri e alcuni articoli devo dire che non ci sia un’idea chiara di cosa sia l’arte, (forse non ne esiste una definizione certa), e ricercandola su internet ho trovato numerosi siti che non fanno altro che riportare frasi di personaggi celebri e non, stimati e no, spesso in contraddizione.
Probabilmente come scritto tra parentesi non c’è, non ci deve essere una definizione certa, un confine entro cui crogiolarsi con il significato di questo termine, ma questo non puo’ neanche avvalorare frasi del tipo : tutto è arte, … quindi niente è arte.
Posso essere d’accordo che i confini siano ampi, incerti, discutibili, ma non si puo’ in nome della libertà di espressione catalogare come arte ogni porcata.
Sicuramente non avere qualcosa di certo favorisce il mercato anomalo, la creazione di bolle speculative pari a tante altre, dove far confluire interessi economici enormi, potere, e posti di responsabilità, ma che solo con una fantasia “abnorme” si puo’ definire arte.
Il problema alla base è come per altri termini stabilire di cosa stiamo parlando, la definizione “antica” fa riferimento a quanto fatto con maestria insomma qualcosa piu’ simile all’artigiano che a Michelangelo.
Occorre anche ricordare che solo alla metà del XVIII secolo, si conia il termine estetica e nelle “belle arti” confluiscono finalmente la pittura e la scultura fino ad allora escluse.
Dal novecento di parla di “arte, concetto aperto”, che se pur corretto, a mio parere, ha causato una serie di guasti e finte-provocazioni di chi non accontentandosi di fare arte, ha voluto e preteso il riconoscimento nazionale ed internazionale, con gesti, azioni o scritti, generati dalla sola voglia di scandalizzare, invece di innovare e stupire.
Questa critica, so benissimo puo’ essere applicata ad alcuni, non certo a tutti gli artisti “moderni” o “contemporanei”, ma il concetto aperto di arte ha permesso la nascita e la crescita di falsi d’autore.
Non voglio entrare in un altro tunnel collegato all’arte, cioè il “mercato dell’arte”, li’ credo si raggiungano vette di ridicolo veramente inimmaginabili, anche da chi “ha visto cose che voi umani non potete …”.(1)
O definiamo arte in modo antico, e quindi è la capacità di “fare con perizia” e non parliamo di artisti ma di artigiani, o diamo alla parola arte un respiro piu’ ampio e allora inserire in questo contesto chi “ha capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere “messaggi”, non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente.”(2).
In questo caso, che ritengo giusto e moderno, possiamo inserire molto, ricordando comunque che non tutti quelli che “fanno arte” fanno capolavori o sono meritevoli di retrospettive, biennali, articoli su riviste, premi o di vedere le loro opere in un museo.
Questo è quello che spesso oggi avviene.
La fame di novità, come se fosse l’unica cosa vivibile, di sconvolgere, di scandalizzare ha preso il posto dell’innovazione, della ricerca, della scoperta.
Si abbandonano o tralasciano forme millenarie d’arte per dare spazio ad altre forme d’arte invece di farle convivere. Non esiste quasi piu’ una biennale, triennale, quadriennale ecc. che presenti le varie forme d’arte, ma solo performance ed installazioni e video. Anche quando sono cagate pazzesche ( non mi riferisco alla “merda di artista” di Piero Monzoni(3).
Insomma curatori, galleristi, critici, contribuiscono a questo degrado in nome di qualcosa che neanche riescono a definire.
Questo aspetto e tanto piu’ grave perchè non investe il già anomalo e perverso mercato dell’arte, ma crea diseducazione nei confronti dei fruitori e dei nuovi talenti, i quali ben sapendo che scultura, pittura ecc. non daranno mai a loro non dico soldi e notorietà, ma visibilità nel mondo artistico, a meno che non inseriscano il loro talento in performance e installazioni inutili, video che spesso sono peggiori di quelli girati in vacanza da Fantozzi.

Prossimamente provero’ ad espormi facendo i nomi di quelli che non sopporto.

hasta presto e ora a voi.

(1) Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare, navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione, raggi b balenare nel buio presso le porte di Tannoide, e tutti questi momenti andranno persi nel tempo come lacrime nella pioggia… è tempo di morire. [tratto dal film Blade runner, ispirato dal libro “Do Androids Dream of Electric Sheep?” è un romanzo di fantascienza scritto da Philip K. Dick nel 1968.

(2) Wikipedia voce arte

(3) Piero Manzoni, cosi si dice, in contestazione al mercato dell’arte che ieri come oggi, vende feticci come opere d’arte perchè firmati, nel 1961, seguendo e sputtannado il mercato penso’ se è io sono un’artista, anche la mia merda è d’artista, come quella di un operaio è merda d’operaio.
Se il mercato premia tutto cio’ che è “d’artista” allora deve consoderare arte anche il vasetto (opera multipla 100 esemplari di cui ne rimangono solo 90) anche la mia merda.
Putroppo questa provocazione non ebbe effetto, anzi il mercato non solo si approprio del concetto e dell’oggetto, tanto che oggi una singola confezione è valutata circa 200.000 €, ma si è vendicato infatti la sua fama, nel mondo comune e non quello dell’arte è legata alla “merda di artista” come Fontana ai suoi tagli, dimenticando il resto della produzione artistica di entrambi.

I write ergo sum! Buon 1° Maggio!

May 1st, 2009

Hola,
chissa quanti ancora considerano questo giorno come la Festa dei Lavoratori?
Quanti ne conoscono la storia, le lotte, i morti che hanno portato ad ottenere le famose 8 ore.
“se otto ore vi sembran poche andate voi a lavorar” cantavano le mondine del 900.
Oggi sembra che queste conquiste non abbiano piu’ importanza, che chiunque, con la scusa della crisi o delle crisi, sia disposto a rimangiarsi questa conquista.
Eppure, nei momenti di “calma”, si discute di intervalli, di pause anche perchi è seduto davanti ad un computer, di problemi alla vista, di calo del rendimento e dell’attenzione, di ergonomia ecc.
Poi tutti questi bei discorsi che dovrebbero portare a diminuire il lavoro ed aumentare l’occupazione, diventano accademici, esagerati, inutili e sotto il ricatto del capitale, che l’unico attore che non vuole cedere nulla anzi vuole aumentare i suoi privileggi e guadagni, sono in molti a piegare testa e schiena.
Forse anche da questa mancanza di socialità, di difesa di se stessi, che nasce l’incapacità della sinistra ad avere seguito e importanza.
La sinistra è un po’ come le donne nel pensiero maschilista, posso stare a casa a “non far nulla”, ma poi se c’è un emergenza povertà, se c’è una guerra dove i maschi giocano ai bravi soldati ed eroi o peggio, allora le donne diventano indispensabili, capaci di guidare tram, camion, fare le operaie nelle fabbriche degli uomini e altro ancora.
Cosi’ la sinistra combattente e che lotta serve solo quando l’attacco del capitale e intollerabile o almeno pesante.
Il problema è che il capitale ha capito questo e allora evita di far apparire le sue azioni come imposizioni, ma dogmatizza le colpe e le soluzioni. Cosa possiamo farci, “è la crisi, è internazionale”, “noi la subiamo come voi”, “non è colpa di questo governo”, e via di questo passo.
Le solite bugie, il solito prendere le distanze, per mantenere potere e guadagni, per poi aumentarli in modo creativo quando tornano le vacche grasse e i lavoratori? I lavoratori nessun problema, con la coscienza assopita, si adattano ai sacrifici e continuano la loro strada un passo avanti e due indietro.
Nuove luci, nuovi colori, nuove auto, nuovi programmi decelebranti mentre il mondo ecologicamente implode insieme alla nostra mente.

hasta presto

I write ergo sum! possibile !

April 28th, 2009

Hola,
a volte mi chiedo se malattie e disastri del tempo siano politicamnete schierati o se è una parte politica insiema alla stampa a renderli complici del potere. Improvvisamente tutte le notizie dei giornali parlano delle inondazioni, della nuova epidemia suina, pericolosa non pericolosa, pandemia, ma come al solito in Italia non ci saranno problemi, come infatti non c’è la crisi e se c’è sono talmente pochi a pagarne le conseguenze che possiamo dire “è finita”.
Certo la grande industria funziona o sembra, le medie e piccole imprese, aspettano giugno per vedere se potranno pagare l’anticipo delle tasse, i precari sono ancora piu’ zittiti dal pericolo di finire come molti loro colleghi, senza lavoro e senza ammortizzatori “sociali”.
Ma che importa, la Lario, la first lady italiana, esce dallla ricca reggia e sentenzia, piccona il suo maritino che come al solito, grazie alla “sua stampa” ne ricaverà ancora voti.
Non puo’ essere altrimenti, visto che agli italiani, basta vederlo con il casco, vederlo qualche giorno di seguito, in Abruzzo ed fatta, l’uomo della provvidenza sale nei sondaggi, che gran bel popolo.
Se non bastasse c’è anche papa Ratzinger che visita, benedice ma non scuce, braccine corte il capo della chiesa cattolica. Non molti noteranno che il 29 è la data di elezione a papa del suo numero precedente, infatti il 29 aprile del 1917 viene eletto con il nome di Benedetto XV il cardinale Giuseppe Benedetto Cottolongo!
Ma le speranze non sono finite, mentre tutti acclamano (nei sondaggi) capo del PdL, qualcuno in Abruzzo lo contesta oltre alla moglie, quest’ultima non vive in tenda ma in una delle ville.
Intanto oggi 28 aprile … buon compleanno a “il Manifesto”, mille ancora di questi anni.

I write ergo sum! 25 Aprile 2009

April 27th, 2009

Partiamo da oggi “post 25 aprile 2009″.

Manifestazioni ovunque prima e durante, una prassi che quest’anno ha avuto qualche sussulto positivo e altri negativi.
Positivo il fatto che molti hanno voluto ridare forza a questa festa per protestare verso la deriva autoritaria presente in Italia ma anche da altre parti del mondo, altri hanno pensato che era una buona occasione elettorale e di propaganda per riciclarsi come equidistanti.
Due voci tra le altre mi hanno fatto piacere: il discorso del 22 a Torino del presidente Napolitano e la breve intervista di Giorgio Bocca.
Sono mesi che l’altra stampa parla con preoccupazione del dl sui “reduci di Salo”, Diario gli ha dedicato molte pagine del numero 3 / 2009, mentre i media nazionali lo scoprono solo adesso, insieme a Berlusconi, qualcuno dice che non sapeva. D’altra parte non sapeva che il fratello corrompeva la guardia di finanza quindi di che meravigliarsi, se ignora che ben 40 deputati del PdL hanno presentato il 23 giugno 2008 una proposta di legge n. 1360.
Un dl scandaloso, è vero che i morti sono morti, ma l’equiparazioni sono indegne, giocando per altro sul fatto che ormai sono pochi e vecchi i vivi.
La peggior cosa del dl e di voler rendere simili i partigiani e i repubblichini, il decreto non si limita a dare dignità e riconoscimento a coloro che difendevano, la Repubblica di Salo’, insieme al fascismo e al nazismo, cercando, uccidendo e deportando, ma pretende di “unificarli” ai partigiani istituendo l’ordine del tricolore che oltre alla medaglietta concede un vitalizio di 200 euro e l’aumento del 20% della pensione.
Non hanno neanche il coraggio di farlo per le sole camicie nere, devo invece mettere tutti nello stesso calderone coinvolgendo l’ANPI che ha protestato vivacemente. Indecente è il pensiero minimo, non ci puo’ essere nessuna vicinanza, nessuna similitudine tra chi ha lottato contro la barbarie e la libertà e chi l’ha fatto a favore della prima contro la seconda.
Rivedere la storia puo’ anche servire a capire e spiegare, ma non puo’ accomunare valori cosi’ diversi e opposti. Neanche l’età è una giustificazione, perché se tra le fila dei repubblichini c’erano dei minorenni, plagiati o meno dalle circostanze, questo puo’ spiegare la scelta, ma non rende la scelta giusta o accettabile.
Intanto mentre il “premier” sembra prendere le distanze, la nipote del duce già annuncia di voler ripresentare il decreto.
Credo sia inutile cercare intese e convergenze con certa gente, non ci potrà mai essere un confronto con chi cerca nella “pacificazione” di distorcere la realtà, cosa c’è di diverso tra questi e i “negazionisti”. Sposo le parole di Giorgio Bocca, sono disgustato da chi cerca di appropriarsi di certe scadenze e memorie, ne ho pena e schifo, e prosegue dicendo che questo del 2009 è il suo peggior 25 Aprile. Mi auguro e glia auguro che sia cosi’, credendo e sperando che i prossimi, per lui e per noi siano migliori.


Inauguro una piccola rubrica dove scrivero’ i pensieri sparsi generati dalla lettura delle notizie del giorno o della settimana. Una prosa destrutturata di quelle che sono le “mie” notizie e i miei ragionamenti del momento. Il nome “I write ergo sum”, ha il significato di scrivere per essere, essere presente, essere contro, essere critica e magari cultura. Scritto tra inglese e latino per significare un arco temporale che tiene conto dell’attuale ma non dimentica le radici del sapere. Per non disturbare troppo, usero’ la prima pagina per la segnalazione e lo scritto potrà essere letto e commentato sul blog,

Durban 2 - ipocrisia globale

April 21st, 2009

Ginevra sede del c.d. Durban II sta vivendo giornate dedicate all’ipocrisia globale.

Assistiamo da lontano a prese di posizione incontrollate, inconcepibili e ripeto ipocrite.
Un gioco delle parti, dettato da interessi politici, economici e strategici che nulla hanno a che vedere con il razzismo.

Per prima cosa tutti, compresi i media, dovrebbero smetterla di confondere ebrei ed Israele.
Il rispetto dovuto a cattolici, mussulmani ed ebrei come credenti che si possa o meno
identificarli con una popolazione è dovuto, maggiormente a chi è erede o vittima protagonista
dell’olocausto, non va confuso con il giudizio su di uno Stato.
Olocausto che, è bene ricordarlo, colpi’ molti “gruppi” oltre agli ebrei, “gruppi” che il nazismo e i suoi complici consideravano solo schiavi o carne da lager, ma va anche ricordato che i “ghetti” sono stati usati come prigioni, come recinti dai nazisti che pero’ furono ben altri ad inventarli e popolarli.
E’ bene ricordare che l’ostracismo, il risentimento e perfino l’odio verso gli ebrei come popolo e come religione ha ben altri padri che Ahmadinejad.
Quest’ultimo, e tutti lo sanno, continuerà la sua tattica di un passo avanti, uno indietro e uno di lato fino a quando non gli verrà riconosciuto il ruolo che ritiene suo nel medio-oriente, che ad ogni azione anti-Iran, lui risponde con parole inutili, irripetibili e stupide se non fossero gravi. Come non vedere in questa azione una risposta “oscena” all’insistenza di USA e pochi irrilevanti altri, a promuovere la Turchia in Europa.

Quello che inasprisce il pensiero è la poca memoria che tutti sembrano avere.
Abbandonano in processione, al momento opportuno la sede dove si tiene la conferenza perché Ahmadinejad pronuncia l’annunciata condanna ad Israele.
Mi domando perché condannare giustamente le “parole” di Ahmadinejad e non condannare le azioni di Israele degli ultimi mesi?
Decine di organizzazioni, di giornalisti, di osservatori hanno constatato nei “fatti” i comportamenti d’Israele, molti ebrei e molti israeliani li hanno condannati usando le stesse parole del presidente iraniano, ma nessuno si è risentito, certo meglio tacere, meglio non informare.

Ahmadinejad non vuole “a parole” lo stato d’Israele, quest’ultimo nei “fatti” impedisce che si crei quello Palestinese.
Chi ha piu’ colpe? Chi deve essere condannato da un giudizio globale? Chi c’è tra gli aventiniani di Ginevra: l’Italia favorevole all’entrata della Turchia in U.E., utile solo come portaerei, come ponte per minacciare Iraq, Iran e anche la Russia, Italia e USA che si turano il naso, davanti ad un paese che ancora isola, minaccia e aggredisce il popolo curdo, negando (anche questo è negazionismo) il genocidio di questo popolo vittima di Iran, Iraq e Turchia. Un paese dove vige (come in USA) la pena di morte.

Se ne vanno gli stessi che non vogliono per vigliaccheria economicamente interessata contrastare Israele e quindi gli USA, che anche se non c’è piu Bush, è sempre la nazione che ha approvato il Patriot Act, che ha voluto una guerra “preventiva”, che sta ancora cercando le armi di distruzione di massa, che non ha rispettato la convenzione di Ginevra, che ha torturato, recluso e nella pratica condannato senza processo decine se non centinaia di persone, senza dimenticare i “missing” traduzione dal cileno di “desaparesidos”. Che oggi con Obama condanna le torture ma non i torturatori.

Credo sia ora di smettere con questa ipocrisia, condanniamo Ahmadinejad per quello che dice, non invitiamolo a certe conferenze, ma non facciamo apparire tutti gli altri come dei santi. Il razzismo c’è, c’è in USA, c’è in Israele, c’è in Italia e in altri paesi, non si deve aver paura di dirlo, di condannare un paese e non certo una religione, che lo professa nei fatti e lo sconfessa nelle parole, che da il potere alla destra piu’ destra a dimostrazione che la maggioranza vuole quella strada, l’annientamento dei Palestinesi (come non fosse abbastanza quello che si fanno da soli).

Smettiamola con queste azioni (abbandonare l’aula) spettacolari, sapendo da prima che
Ahmadinejad avrebbe detto quelle parole. Molti hanno cercato di far passare questa conferenza come “condanna al solo Israele” e non del razzismo, con distinguo e sfumature risibili e speculative per ottenere cosa: che non si parlasse di Israele.

cattolici credenti

April 12th, 2009

Da persona di Sinistra, oggi senza piu’ riferimenti politici, che assiste all’eutanasia dei propri ideali, mi sento vicino ai cattolici credenti, quelli del Vangelo.
Non posso saperlo con certezza, ma immagino, e immagino anche in loro questa sorta di sentimento d’impotenza, di delusione difronte ad un “chiesa” sempre meno evangelica, sempre piu’ biblica, legata al potere temporale, all’ingerenza, alla non comprensione dell’Uomo.
Non voglio concentrarmi sui vecchi mali, le proprietà, le banche, i Marcinkus, i Calvi e compagnia cantando, ma solo sulle ultime cose.
La “buona massoneria” della Compagnia delle Opere, 30000 aziende legate a CL e ai suoi Memores, tutto un mondo da scoprire, la riabilitazione e pseudo passi indietro sui Lefreviani negazionisti o accompagnatori delle manifestazioni di “forza nuova”, o all’antico vizio di interferire con le “libere scelte” di ogni uomo, come nel caso Eluana, riservando il “libero arbitrio” solo per se stessi. Passando per il negazionismo della teoria di Darwin perchè incapaci di legarla ai propri antiscentifici dogmi, per arrivare alla scomunica dei medici che facendola abortire “non hanno permesso ad una bambina brasiliana di 9 anni di partorire due gemelli (rischiando la vita) frutto dello stupro del patrigno”.
A quei credenti cattolici che la vogliono, esprimo la mia solidarietà, sincera e laica, una vicinanza di chi vede ogni giorno cadere pezzo a pezzo un ideale, un credo!

Cose di chiesa loro!

March 19th, 2009

Hola,
alcuni giorno or sono, qualcuno commentando la scomunica dei medici Brasiliani,
che non hanno permesso ad una bambina di 9 di partorire, a rischio della vita,
due gemelli frutto di uno stupro da parte del patrigno, un amico mi ha chiesto,
un parere, un commento ritenendolo lui, una cosa abnorme.
Personalmente, in quanto agnostico e quindi non credente e non interno alle logiche delle chiese
in generale non vedo lo “scandalo”, la meraviglia.
Premesso che quei medici, qualora lo volessero, avrebbero come persone tutta la mia solidarietà
e l’appoggio a quanto hanno fatto, ma detto questo credo si debba puntualizzare qualche situazione.
Se i medici in questione sono come me o comunque non interni alla chiesa cattolica, perché atei, agnostici
o di altra religione, credo che per loro la “scomunica” non rivesta nessuna importanza se non il fatto
che i media si sono occupati della cosa.
Diverso il discorso se sono credenti e ancor di piu’ se sono interni alla logica e alle regole della chiesa cattolica
apostolica romana.
In questo caso, la mia solidarietà personale cresce, perché immagino il loro dilemma interno, la lacerazione di chi
avendo agito “secondo coscienza” si trova in una situazione di “reietto”, emarginato, accusato e condannato.
Tornando al personale, invece, non credo e non vedo di cosa discutere. E’ una situazione interna
che deve far riflettere e discutere chi è interno alle logiche e regole della chiesa, su cui non posso dire nulla.
Chi accetta certe regole, oggi, non lo fa perché altrimenti rischia il rogo o la tortura, come qualche tempo fa,
quindi è una sua libera scelta e da questo tragga le “sue” conseguenze.
Il dato che a me puo’ interessare è sociale e politico.
Assistiamo, ancora una volta, ad una recrudescenza di valori fondamentalistici della religione, e mentre da una parte
si condanna l’islam per la deriva integralista, dall’altra, le stesse autorità religiose spingono, come dimostra giornalmente il papa,
di sposare l’integralismo.
Qui si entra in una sfera sociale e politica che deve far riflettere tutti, soprattutto in Italia, dove di pari passo
alla deriva autoritari pre-fascista c’è quella integralista della chiesa romana.
E’ un parallelismo bizantino e reazionari, concertato che va ben oltre i dettami dello stesso Gelli.
Solo poche voci si alzano a gridare, ad affermare che questo spostamento dell’asse democratico-religioso
è piu’ pericoloso della crisi economico-finanziaria, la quale prima o poi passerà, mentre, lo sappiamo per
esperienza dei nostri nonni e padri, togliersi dalle sabbie mobili di un sistema fascista e antidemocratico
costa anni, decenni di sangue, sudore e lacrime.
Se anche il PD erede, almeno in parte del PCI, del vero Socialismo e di altri orientamenti, comunque laici,
di valori laici scritti nella nostra costituzione, annovera tra i suoi personaggi che in nome del clero ( e dei voti),
approfittano della libertà di coscienza, per calpestare impunemente la laicità sovrana, nostra, dei nostri avi e della nostra costituzione,
credo che ci sia poco da fare.
Resta solo di seguire l’esempio del poeta Valerio Magrelli che con una poesia da l’addio (o l’arrivederci) al Partito democratico,
scrivendo tra l’altro
“Ed eccoci al capolavoro conclusivo: nelle scuole di Roma, agli studenti di ogni cultura e religione, è stata inflitta per legge la dieta quaresimale. Poco importa che sia stata la maggioranza a imporre questo scempio: i nostri teodem non avrebbero potuto fare di meglio. E allora ciao, Dorina, ti saluto. Se ci sei tu, non posso esserci io, io che (anatema!) credo nel diritto dell’individuo all’autodeterminazione. Ti saluto, Pd, ma a malincuore, e spero, un giorno, di tornare a votarti, quando la squadra dei tuoi baccelloni avrà fatto ritorno al suo pianeta.”.

poesia e articolo di Magrelli

hasta presto

Mostre a Brescia - Gian Butturini - Incontrando l’umanità

March 15th, 2009

da BRIXIA MIRABILIS

Mostra antologica 1969 - 2006 del 7 marzo 2009

Brescia, Contemporanea - Spazio per l’arte (Loggia delle mercanzie) - A tre anni dalla scomparsa del noto fotografo bresciano Gian Butturini, l’associazione Amici di Gian intende ricordarne la figura con una grande mostra a cura di Luciano Salodini e Ken Damy. Si tratta di un’antologica di oltre 150 immagini, per lo piú vintage firmate e titolate dall’autore, appartenenti alla collezione Carlo e Paolo Clerici. Nello Spazio Video, verranno inoltre presentati, a ciclo continuo, tutti i film e i documentari realizzati dall’autore in lunghi anni di carriera. In mostra anche un documento molto importante: l’intero suo ultimo ed inedito reportage realizzato a colori in Venezuela pochi mesi prima della sua scomparsa.

Giancarlo «Gian» Butturini (1935 - 2006) ha rappresentato una originalissima figura di ricercatore e artista all’interno del variegato mondo del fotoreportage italiano degli ultimi decenni del XX secolo. Dagli anni settanta in poi ha testimoniato, in compagnia della sua fedele Leica, molti fra i piú significativi momenti dell’inquieta storia di quegli anni.

La sua è stata un’attività di convinto «free lance», di libero ricercatore che lo ha visto sempre svincolato da ogni forma di condizionamento economico e culturale, impegnato a scegliere le proprie strade in tutta autonomia, si trattasse di avvicinarsi alle forme della sofferenza rappresentate dalla malattia mentale o dal dolore della vecchiaia o si trattasse di leggere la tragedia della marginalità storica dei popoli affamati e ridotti a sopravvivere a stento di fronte alla ricchezza di un mondo sempre piú caratterizzato da opulenza e spreco.
7 marzo - 9 aprile 2009 (mar - sab 15,30 - 19,30)

Mostre a Brescia - L’arte dell’impegno. Pittura sul XX secolo

March 15th, 2009

da BRIXIA MIRABILIS:


Opere di Guttuso, Baratella, Spadari, Ragni, Lancini, Botticini del 1 marzo 2009

Brescia, Galleria dell’Aref (piazza Loggia, 11/F) - Il tema dell’arte come specchio e rappresentazione della realtà, e la vita e la storia degli uomini, hanno coinvolto e attraversato tutta l’arte contemporanea. Anche se è difficile asserire che esista un’arte politica in quanto tale, certamente si possono individuare dei sottili fili che legano tra loro importanti esperienze che, dalla nascita delle grandi lotte operaie della metà dell’800, giungono sino alle guerre di popolo antimperialiste della metà degli anni Settanta. Di volta in volta, grandi mostre internazionali - come quella dell’Arte della libertà e dell’Arte della Resistenza -, hanno riproposto capolavori di grandi protagonisti dell’arte mondiale.

L’esposizione propone quindici opere di importanti pittori nazionali e bresciani del ‘900 che hanno come soggetto i temi ed i fatti risultati protagonisti dei grandi eventi storici e politici del XX secolo. Tra questi, la grande tela Fronte ai cancelli delle fabbriche, dipinta da Enrico Ragni nel 1945, il Che Guevara guerrigliero del 1968 di Ermete Lancini e il Vietnam di Vittorio Botticini. In mostra anche artisti nazionali dell’importanza di Renato Guttuso, Paolo Baratella e Gian Giacomo Spadari, di cui sono presenti tre grandi tele: Reportage del 1971, Apparizione Che Guevara e Lenin del 1971.
In occasione della mostra l’Aref organizza quattro iniziative sulla Resistenza, l’antifascismo e la guerra del Vietnam che si terranno a Spazio Aref dal 22 al 29 marzo.
7 - 29 marzo 2009

Fini voltagabbana, come Casini e Follini

March 13th, 2009

“Il prossimo 27 marzo Forza Italia e An si fonderanno nel Pdl.
Ma sul forum azzurro partono gli attacchi al presidente della Camera.
Sul sito di Fi il congresso parte in salita.

di MARCO BRACCONI da Repubblica.it

Nel suo articolo, Marco Bracconi, riporta un estratto dei commenti di lettori-militanti, come li chiama lui, che si possono leggere sul sito di FI.
Credo che sia interessante per tutti soprattutto per la sinistra, capire che la deriva autoritaria e clerical-fascista, non è ascrivibile al solo Berlusca, ma a molti suoi seguaci.
Dimostra come siano in tanti coloro che vedono il confronto democratico e le istituzioni come ostacoli da abbattere, e non so se solo in modo “metaforico” visto che qualcuno scrive:
“nascono delFINI muoiono tonni”.
Cercando di non drammatizzare e scherzandoci sopra (ma non troppo) potremmo anche proporre uno scambio 2 per 1, dirottare tranquillamente Rutelli e la Bianco in cambio di Fini.
Non credo che l’attuale PD ne perderebbe.

hasta presto